Non si placa la polemica sulle offese sessiste rivolte a Libera Camici, vicesindaca di Livorno, a causa di un paio di pantaloncini indossati durante una conferenza stampa. In un’intervista al Corriere della Sera, Camici ha dichiarato di sentirsi ferita dai commenti, in particolare da quelli provenienti da altre donne, e ha chiesto di essere giudicata per il suo operato e non per il suo aspetto.
La vicenda è scoppiata il 23 luglio 2026, quando durante una conferenza stampa con il sindaco Luca Salvetti, l’attenzione si è concentrata sul look della vicesindaca. Camici ha descritto gli insulti ricevuti come una vera e propria “barbarie”, sottolineando che il termine “scosciata” usato nei suoi confronti non sarebbe mai stato applicato a un uomo.
Critiche e reazioni
“A una donna basta mostrare qualche centimetro di pelle in più per essere definita ‘scostumata’”, ha aggiunto Camici, evidenziando la disparità di trattamento rispetto agli uomini. Ha anche riferito di commenti inappropriati, come l’invito ad aprire un profilo su Onlyfans, e ha affermato che chi ha superato il limite con le offese sarà querelato, non solo per se stessa, ma per tutte le donne che potrebbero trovarsi nella sua situazione.
Camici ha espresso la sua preoccupazione per il clima politico attuale, affermando che “fare politica oggi è più difficile per una donna”. Ha notato come il dibattito si sia abbassato a livelli infimi, dove non si discutono più le idee, ma si colpiscono le persone. “A un uomo danno dell’incapace, a una donna danno della ‘pu…’”, ha commentato.
Messaggi di supporto
Nonostante le offese, la vicesindaca ha ricevuto anche messaggi di supporto. “Sì, qualcuno mi ha chiesto scusa”, ha dichiarato, aggiungendo che molte persone hanno riconosciuto di aver sbagliato e si sono vergognate per i commenti fatti. Camici ha concluso il suo intervento con un messaggio per le giovani donne che aspirano a entrare in politica: “Guardare sempre avanti, mai indietro. Da questa vicenda esco più forte di prima”.