Due uomini, di 45 e 38 anni, sono stati denunciati all’Autorità giudiziaria di Livorno dai Carabinieri del Nucleo Forestale di Venturina Terme. I militari li hanno sorpresi durante un servizio di perlustrazione nel territorio comunale di Piombino, mentre erano impegnati nella cattura di avifauna selvatica protetta.
L’intervento è avvenuto nella zona di Campo all’Olmo, dove i due avrebbero utilizzato reti e richiami acustici per catturare esemplari di cardellino, specie indicata nel testo con il nome scientifico Carduelis. Entrambi, residenti in un comune del Sud Italia e già destinatari di specifiche segnalazioni, sono stati individuati nell’ambito dei controlli svolti dai Carabinieri Forestali nelle aree verdi del territorio.
Sequestrati reti, richiami e coltelli
Gli accertamenti eseguiti sul posto hanno consentito ai militari di ricostruire un quadro indiziario ritenuto solido a carico dei due uomini. Durante la ricognizione dell’area sono stati recuperati gli strumenti impiegati per la cattura: una rete di sei metri per due, tre apparecchi acustici destinati a richiamare gli uccelli e due coltelli con lama lunga 22 centimetri.
Il materiale è stato sottoposto a sequestro. Nel corso dell’operazione i Carabinieri Forestali hanno inoltre trovato cinque cardellini ancora vivi. Secondo quanto riferito, gli esemplari non presentavano lesioni provocate dagli strumenti utilizzati. Informata l’Autorità giudiziaria di Livorno, i militari li hanno liberati e restituiti al loro ambiente naturale.
Le contestazioni
Ai due uomini vengono contestate diverse violazioni. Tra queste figurano il maltrattamento di animali, il furto venatorio, il porto abusivo di armi e l’uccellagione. I Carabinieri contestano inoltre l’uso non consentito di richiami acustici e reti, l’esercizio della caccia durante il periodo di divieto e l’impiego di mezzi non autorizzati.
Nel dettaglio, le ipotesi di reato richiamano l’articolo 544 ter del codice penale per il maltrattamento di animali, gli articoli 624 e 625 per il furto venatorio e l’articolo 699 per il porto abusivo di armi. Sono inoltre contestati gli articoli 3, 13, 21 e 30 della legge 157 del 1992, relativi rispettivamente al divieto di uccellagione, ai mezzi non consentiti, all’uso di richiami e reti e all’esercizio della caccia nel periodo di divieto. L’attività si inserisce nei controlli dei Carabinieri Forestali a tutela della fauna selvatica e dell’ambiente.